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Agriturismi Milano

Milano è una città bellissima: poche, come lei, sanno coniugare uno spiccato gusto classico con una piccante modernità culturale, intellettiva e sociale. Tantissimi sono i monumenti che non si possono perdere quando si viene a visitare Milano; il problema è proprio selezionare, in base al tempo che si ha a disposizione, il proprio tour ideale. Qui vi proponiamo le tappe irrinunciabili, ma, volendo, le possibilità di vedere e sperimentare sono davvero infinite.

Il Duomo di Milano

Il Duomo di Milano

  • Il Duomo: uscire dalla metropolitana (Fermata Duomo-linea gialla) è un’esperienza estatica: se si imbocca l’uscita giusta, ci si ritrova davanti in tutto il suo splendore questo gioiello dell’architettura gotica unico nel suo genere; è la terza chiesa cattolica più grande del mondo, dopo la basilica di San Pietro a Roma e la cattedrale di Siviglia. Il Duomo di Milano è famoso per tre cose sostanzialmente: la statua della Madonnina montata in cima che fino a non molto tempo fa era il punto più alto di Milano (ora una copia della Madonnina è stata posta sul nuovo punto più alto della città, il 39esimo piano di Palazzo Lombardia); il numero impressionante di guglie (135!) e il tempo lunghissimo impiegato per la sua realizzazione (i lavori iniziarono il 12 maggio 1386 e terminarono nel 1892, anche se susseguirono costantemente opere di restauro). Fra gli architetti e i consulenti che a vario titolo vi lavorarono basti citare Leonardo da Vinci (consulente per il tiburio dal 1487 al 1488), Bramante (consulente per il tiburio nel 1490), Gian Lorenzo Bernini (consulente per la facciata nel 1656), e tantissimi altri. Se l’imponenza della facciata esterna lascia senza fiato, l’interno è forse ancora più straordinario: un susseguirsi di navate, altari, monumenti funerari e cappelle che sono capolavori dell’arte italiana. E poi il tiburio e le campane, il presbiterio con il Sacro Chiodo e il maestoso organo a canne, la cripta con il famosissimo scurolo di San Carlo, una cappella ottagonale progettata da Francesco Maria Ricchino nel 1606. Imperdibile la salita ai terrazzi da cui si gode una vista straordinaria sulle guglie e naturalmente un colpo d’occhio sulla città. La Madonnina resta il simbolo per eccellenza della chiesa dei milanesi: inaugurata il 30 dicembre 1774 è stata disegnata dallo scultore Giuseppe Perego e realizzata dall’orafo Giuseppe Bini con un’altezza di 4,16 metri. L’ultima tappa è costituita dalla visita del tesoro: oggetti dal valore inestimabile raccolti nel corso della storia. La collezione comprende la Mitria d’oro detta di San Carlo, le statue in argento e pietre preziose di San Carlo e Sant’Ambrogio, la pace donata da Pio IV nel XV secolo, la situla d’avorio usata per l’incoronazione di Ottone II nel 979, il dittico “romano” d’avorio con scene della vita di Cristo del IX secolo e tanti altri oggetti.
  • Ma Milano, dicevamo, non è solo duomo: appena fuori dalla chiesa, con accesso diretto dalla piazza del Duomo, si spalanca la galleria Vittorio Emanuele II, un monumento commerciale di rara bellezza che conduce fino a piazza della Scala. I negozi più eleganti di Milano si trovano qui e insieme ai locali più chic ne hanno fatto il “salotto di Milano”. Realizzata in stile rinascimentale dalla società inglese City of Milan, la posa della prima pietra da parte del re in persona, Vittorio Emanuele II appunto, risale al 7 marzo 1865 nel corso di una cerimonia alla quale presero parte le autorità politiche dell’epoca, dal sindaco Antonio Beretta al primo ministro italiano Alfonso Lamarmora.
  • Teatro Alla Scala: è forse uno dei teatri più famosi al mondo. Inaugurato il 3 agosto 1778, può ospitare fino a 2.800 persone; inoltre, è fin dalla sua apertura sede dell’omonimo coro, del Corpo di Ballo e della Filarmonica (dal 1982). Fortemente voluto dall’imperatrice Maria Teresa d’Austria, è stato progettato dall’architetto Piermarini e rappresenta un fiore all’occhiello della società milanese; ogni anno all’apertura della stagione teatrale, infatti, i vertici della politica, delle istituzioni e dell’alta società si ritrovano per assistere allo spettacolo.
  • Castello Sforzesco: la costruzione di questo imponente castello, voluto dall’allora duca di Milano Francesco Sforza, è iniziata nel 1360 ed è finita nel 1499: dal 1862 ha dismesso la sua funzione strategica ed ospita oggi i Musei omonimi. E’ uno dei più grandi castelli d’Europa: con l’imponente Torre Filarete, la piazza d’armi, la rocchetta e la corte ducale rappresenta un luogo di cultura, arte e spettacoli, che ha ospitato appuntamenti ed eventi di grande rilievo, come Giochi senza frontiere (1995), i Giochi Sforzeschi, il Festival Latinoamericando Expo (1991).
  • Pinacoteca di Brera: una delle più note gallerie nazionali d’arte antica e moderna, ospita i più rari esempi di pittura italiana, soprattutto veneta e lombarda. Situata nelle splendide sale affrescate del grande palazzo di Brera, la pinacoteca offre anche una visita alla biblioteca nazionale, all’osservatorio, all’Accademia delle Belle Arti e all’Istituto lombardo di Scienze e lettere. Nel cortile interno è esposto il Monumento a Napoleone realizzato da Antonio Canova.
  • Basilica di Sant’Ambrogio: la basilica romana minore collegiata abbaziale prepositurale di Sant’Ambrogio è collocata nell’omonima piazza ed è fra le più antiche della città. Infatti, risale all’epoca paleocristiana: edificata tra il 379 e il 386 per volere dell’allora vescovo di Milano Ambrogio, fu dedicata ai martiri, prendendo il nome di Basilica Martyrum. Da ammirare l’abside, il coro ligneo, il tiburio, la cupola; la chiesa subì pesanti danni a seguito dei bombardamenti del 1943 e fu parzialmente ricostruita.
  • Chi viene a Milano, se ha la serata libera, deve fare una tappa sui Navigli: in zona Porta Genova, a due passe dalla metropolitana, soprattutto d’estate, si riuniscono migliaia di persone di tutte le età per fare due passi lungo i corsi d’acqua di Milano, per ammirare la darsena restaurata, assaporare un aperitivo o gustare una cena nelle trattorie tipiche che propongono menù per tutte le tasche.

 

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aprile 5, 2015 · 10:01 pm

Agriturismo nel Cremonese

Golgotha Il Pordenone Duomo di CremonaLa provincia di Cremona è una provincia lombarda molto lunga e stretta ed il suo territorio pianeggiante è ricompreso tra i fiumi Adda a ovest, il Po a sud e l’Oglio a est.

Le città più importanti della provincia sono Cremona, il capoluogo, Crema a Nord e Casalmaggiore a Sud.

L’economia della provincia di Cremona è prevalentemente agricola con abbondanza di coltivazioni di frumento, mais, barbabietola da zucchero, soia, zucche e pomodori. Sono diffusi anche l’allevamento di suini e bovini.

Molto famoso è poi l’artigianato alimentare, rinomato per la produzione di dolci, come il torrone, oppure i tortelli di zucca o la mostarda cremonese.

Cremona è anche nota in tutto il mondo per la produzione di strumenti ad arco, come ad esempio i leggendari violini costruiti a cavallo tra seicento e settecento dal maestro liutaio Antonio Stradivari.

L’intero territorio è ricco di parchi e riserve naturalistiche, che la rendono particolarmente interessante per una bella vacanza in agriturismo. Tra i siti meritevoli di visita possiamo citare i seguenti monumenti e musei: il duomo di Cremona, il Torrazzo di Cremona, il duomo di Crema, la città murata di Pizzighettone, la rocca viscontea di Pandino e quella sforzesca di Soncino.

Duomo di Cremona: costruita nel XII secolo la cattedrale di Santa Maria Assunta è un tempio di stile romanico più volte riadattato nel corso dei secoli con inserimenti gotici, rinascimentali e barocchi. La facciata, rivestita con marmi bianchi di Carrara e rossi di Verone, è caratterizzata da un grande rosone centrale realizzato da Giacomo Porrata. L’interno è a pianta a croce latina a tre navate, e conserva numerose opere d’arte scultoree e pittoriche come l’arca dei martiri persiani e gli affreschi sulla controfacciata realizzati dal Pordenone e raffiguranti la crocefissione e il compianto.

Il Torrazzo: simbolo della città, è ubicato affianco al duomo di Cremona ed è il campanile storico più alto d’Italia, con i suoi centododici metri di altezza e cinquecentodue gradini da percorrere per raggiungere la cima. Al quarto piano è collocato uno degli orologi astronomici più grandi del mondo costruito da Francesco e Battista Divzioli.

Pizzighettone: situato lungo il fiume Adda, è rinomato per le sue fortificazioni di origine medioevale. La rocca è andata in gran parte perduta ma è ancora ben conservata la Torre del Guado dove fu tenuto prigioniero il Re di Francia Francesco I, caduto prigioniero delle truppe asburgiche dopo la sconfitta patita nella battaglia di Mirabello di Pavia nel 1525.

Rocca di Pandino: ubicata nell’omonimo paese della provincia di Cremona, la Rocca fu edificata nella seconda metà del 1330 per volontà del signore di Milano Bernabò Visconti e di sua moglie Beatrice Regina Della Scala. Il castello è a pianta quadrata con quattro torri angolari ed il cortile interno è caratterizzato da un grande porticato ad archi acuti e loggiato superiore. All’esterno sono visibili numerose finestre, monofore al piano terra e bifore al piano superiore. Originariamente l’intero complesso era completamente affrescato.

Castello di SoncinoCastello di Soncino: edificato nel corso del X secolo è uno dei castelli più caratteristici del cremonese, di significativa importanza strategica e militare per la difesa dell’aerea sino alla fine del cinquecento. Munito di due cordini di mura e quattro torri, possiede la suo interno un pozzo per l’approvvigionamento d’acqua in caso di assedio, e una fitta rete di sotterranei e segrete, compreso un passaggio segreto che dalla torre del castellano conduce all’esterno nelle campagne circostanti per garantire una sicura via di fuga in caso di necessità. Il castello oggi di proprietà comunale è aperto al pubblico e visitabile.

Gli agriturismi in provincia di Cremona meritevoli di citazione sono almeno una quarantina, scopri di seguito i migliori agriturismi vicino a Milano in provincia di Cremona

 

 

 

 

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giugno 21, 2014 · 3:27 pm

ESTATE 2013: AGRITURISMO DECISAMENTE MEGLIO DEGLI ALTRI SETTORI “ALBERGHIERI”

MA GLI IMPRENDITORI AGRICOLI ALZANO LA GUARDIA.

Cosimo Melacca, Presidente di Agriturist: “Nonostante la crisi economica  l’agriturismo, attraverso le capacità imprenditoriali degli agricoltori e la multifunzionalità, si dimostra forte. Ma ha bisogno di più promozione, sburocratizzazione e riduzione delle tasse in quanto preserva il territorio”.

L’agriturismo, grazie alla qualità dell’offerta e ai prezzi attenti al momento economico che stiamo vivendo, conferma di soffrire meno degli altri settori del turismo: la flessione, per questa estate 2013, è nettamente inferiore alle altre attività “alberghiere”. Sceglierà la vacanza “in fattoria”, secondo una elaborazione di Agriturist su dati dell’Osservatorio Nazionale per il Turismo, poco più di un milione di persone (-3% rispetto al 2012); la durata media dei soggiorni sarà di 4 giorni, in leggera flessione a confronto dello scorso anno.

Andrà invece  peggio – rileva Agriturist – per il complesso del turismo. Diversi sondaggi prevedono che questa estate andranno in vacanza solo 26-28 milioni di italiani, 5-6 milioni meno dello scorso anno (-18%); potrebbero, in parte, salvarci gli stranieri, che l’estate scorsa sono cresciuti del 4%, ma è ancora tutto da dimostrare.

Molte perplessità da parte del  presidente di Agriturist sulle politiche per il turismo del governo Letta in quanto, pur dichiarando buoni propositi, non ha ancora messo in atto nessuna iniziativa concreta, dimostrando attraverso il “far nulla” di non percepire lo stato di sofferenza di chi tutti i giorni, con il proprio impegno e le proprie economie, lotta per gestire la crisi, di certo non creata dalle imprese agricole. Oltretutto  l’agriturismo è assente nella presentazione dell’offerta turistica italiana all’estero ed è pressoché introvabile nel portale www.italia.it dove, misteriosamente, è trattato come sottocategoria del turismo itinerante”.

“Le aziende agrituristiche – conclude Melacca – sono tartassate da controlli,   obblighi e limitazioni che garantiscono la connessione dell’accoglienza con l’attività agricola. Occorre che a questi handicap corrisponda un sistema di agevolazioni e semplificazioni che permetta loro di essere competitive, tenendo anche conto del prezioso contributo che danno al presidio e alla tutela del territorio. Così come è necessario che non ci siano strutture extralberghiere che operano senza regole e controlli”.

Fonte: Agriturist, 16  luglio 2013

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Presentata la guida agriturist 2013

GUIDA AGRITURIST : VACANZA RICCA A PREZZI CONTENUTI

 Una selezione di 1400 aziende agricole dove trascorrere piacevoli momenti di relax, buona tavola, escursionismo, scoperta di borghi e antiche tradizioni.

Ha fatto la storia dell’agriturismo, la Guida Agriturist, e continua a farla, sfidando WEB, computer, tablet e smartphone.

Nel 1975, quando uscì la prima edizione, presentava “ante litteram” un centinaio di agriturismi. Ora, nella 38a edizione, gli agriturismi selezionati sono 1400, con alloggi molto più confortevoli di allora; e poi piscine, cavalli, biciclette, centri benessere, prodotti biologici, degustazioni guidate, piccoli musei della tradizione contadina, laboratori didattici dove si impara a cucinare, intrecciare cesti, lavorare la ceramica e tanto altro.

Ci sono anche proposte per gli appassionati di campeggio, attrezzate per l’accoglienza di disabili, che preparano menu per celiaci o vegetariani, vicine al mare, a città d’arte e parchi naturalistici. Moltissime anche le opportunità per acquistare, direttamente dal produttore, vino, olio extravergine di oliva, conserve di ortaggi e frutta, miele, salumi, formaggi, liquori…

I prezzi della vacanza “in fattoria” sono generalmente contenuti e comunque molto favorevoli in rapporto alla qualità dell’accoglienza: sulla Guida Agriturist si possono ancora trovare pernottamenti con prima colazione a 30-35 euro e mezze pensioni a 45-50 euro; per comfort e raffinatezza “a cinque stelle”, difficilmente si va oltre gli 80-100 euro a notte. La ristorazione, generalmente eccellente, raggiunge in alcuni casi vertici assoluti di altissima qualità.

Oltre metà degli agriturismi presentati sulla Guida Agriturist concedono ai soci di Agriturist uno sconto del 10% sulle tariffe di ospitalità e sull’acquisto di prodotti agroalimentari.

La Guida Agriturist è realizzata in collaborazione con Confagricoltura.

Agriturist 2013 – 368 pagine – Prezzo 15 euro – Si acquista in libreria oppure on line su www.hoepli.it con sconto del 15% – Si riceve gratuitamente come socio Agriturist (quota associativa 2013, euro 15,00, contatti tel. 06.6852337, agritur@confagricoltura.it) beneficiando dello sconto del 10% su ospitalità, prodotti e servizi di oltre 800 agriturismi convenzionati.

7 maggio 2013

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A tu per tu con la magia del vino

AGRITURISMO: A TU PER TU CON LA MAGIA DEL VINO

 Agriturist (Confagricoltura): il modo migliore per cogliere tutte le emozioni “contenute” nel vino, è andare ospiti nell’azienda che lo produce, passeggiare fra i vigneti,  visitare la cantina, conoscere il produttore. 

In questi giorni il Vinitaly accende i riflettori sui tanti aspetti della produzione e del mercato vitivinicoli. Ma – osserva Agriturist – oltre l’alta specializzazione e i grandi mercati internazionali, c’è un’ altra “visione” del mondo del vino, discreta, diffusa, poco percettibile alle cronache dei grandi fenomeni commerciali e dei relativi grandi numeri, offerta dall’agriturismo.

Si può dire tranquillamente – prosegue la nota di Agriturist – che solo la vacanza “in fattoria” offre un “a tu per tu” col vino tale da farlo conoscere profondamente all’ospite, cogliendone ogni “magia”, generando una fidelizzazione potentissima e un passaparola decisamente efficace.

Almeno il 30% delle 21 mila aziende agrituristiche italiane – secondo una stima di Agriturist – è produttrice di vino: si va dalla piccola azienda con solo un ettaro di vigneto, che produce un’onesto vino “della casa”; alla grande tenuta vitivinicola, artefice di diversi vini di alta qualità; attraversando, ovviamente, mille casi intermedi, per dimensione e livello qualitativo.

L’una e l’altra traggono dall’agriturismo importanti benefici. La prima offrendo all’ospite, servendolo a tavola o vendendolo direttamente, un prodotto a buon prezzo che non troverebbe altro mercato; la seconda facendo dell’ospitalità una vetrina di prestigio, che si concretizza in visite guidate alla cantina, qualificate degustazioni, studiati accostamenti enogastronomici e infine anche vendita diretta. Fra gli ospiti, di quest’ultimo caso, ci sono anche acquirenti importanti che, prima di stabilire accordi commerciali, vengono a conoscere, per qualche giorno, luoghi, metodiche enologiche e produttore.

Ovunque, l’agriturista vive l’emozione della passeggiata fra i vigneti, del colloquio col produttore, del “vedere” la storia, i luoghi e il “come si fa”, di quello che, semplice o nobile, versa nel bicchiere, magari spillato direttamente in cantina, da un moderno tino di acciaio inox come da una antica botte. Ogni vino, modesto o prestigioso che sia, ha dietro di sé un racconto e nel bicchiere qualcosa da dire. L’occasione di vacanza lo arricchisce ulteriormente, legandolo a tutto quello che c’è intorno, alla memoria del paesaggio e della natura, delle cose viste, fatte, gustate.

L’ospite traduce queste emozioni in una solida fidelizzazione, che lo porta, finito il soggiorno, ad acquistare preziosi souvenir in bottiglia (secondo CENSIS Servizi, per una spesa media di circa 35 euro a enoturista); a tornare sul posto per ripetere l’esperienza e l’acquisto; ad acquistare il vino a distanza quando la scorta domestica si esaurisce, o si presenta l’opportunità di fare un regalo “non qualsiasi”.

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aprile 9, 2013 · 6:54 pm

DATI DELUDENTI SUL TURISMO DALL’ESTERO

DA BANCA D’ITALIA DATI DELUDENTI SUL TURISMO DALL’ESTERO NEL 2012: LA SPESA E’ CRESCIUTA(+3,8%) MA I PERNOTTAMENTI RESTANO INVARIATI (-0,1%).

Vittoria Brancaccio, presidente di Agriturist (Confagricoltura): “Per intercettare nuove quote di mercato, più freschezza all’offerta turistica dell’Italia, con agriturismo, borghi storici, enogastronomia, escursionismo, relax nel verde”.

La Banca d’Italia ha pubblicato i dati relativi al turismo internazionale da e verso l’Italia nel 2012. Per quanto riguarda l’incoming degli stranieri, gli arrivi sono cresciuti dello 0,6%, ma i pernottamenti sono diminuiti dello 0,1%; è invece cresciuta la spesa, del 3,8%. Considerando che nel 2012 il turismo internazionale è stato stimato in crescita di arrivi del 3,8%, il nostro Paese ha ulteriormente perduto quote di mercato (-3,2%).

L’outgoing degli italiani ha registrato una leggera crescita di viaggiatori (+0,1%) e pernottamenti (+1,4%), ma una riduzione della spesa del 1%. Grazie alla maggiore spesa degli stranieri in Italia e alla minore spesa degli italiani all’estero, il bilancio ha visto crescere l’attivo del 13,4%, attestandosi sugli 11.695 milioni di euro.

Le cifre ufficiali confermano – secondo Agriturist – lo scenario decisamente preoccupante denunciato dagli operatori, con la ulteriore flessione del turismo interno (viaggi -8,3% secondo ISTAT) e il mancato incremento del turismo dall’estero nonostante la costante crescita dei viaggiatori a livello mondiale.

“Si è perduto – dichiara Vittoria Brancaccio, presidente di Agriturist (Confagricoltura) – ancora un anno per restituire al turismo italiano una significativa tendenza alla crescita. La domanda interna è alle corde a causa della dilagante povertà; la domanda estera è rimasta inchiodata sui livelli del 2012”.

“Ci auguriamo – prosegue la presidente di Agriturist – che la nuova dirigenza dell’ENIT faccia una iniezione di freschezza all’immagine turistica dell’Italia, promuovendo nuove mete di vacanza e forme di accoglienza, capaci di intercettare settori del mercato fin qui del tutto trascurati. Come quello interessato all’agriturismo, ai borghi storici, ai luoghi della tradizione enogastronomica, all’escursionismo a piedi, a cavallo e in bicicletta nei nostri splendidi paesaggi rurali, al relax nel verde”.

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Agriturismo 2012: negativi tutti gli indicatori

AGRITURISMO 2012: BENE PASQUA E FINE ANNO, MALE TUTTO IL RESTO. NEGATIVI A DUE CIFRE PER TUTTI GLI INDICATORI 

Vittoria Brancaccio, presidente di Agriturist (Confagricoltura): “Per rilanciare il turismo, persone competenti, ministero dedicato e sinergia fra Stato e Regioni. L’agricoltura può dare molto al turismo e saprà fare la sua parte”.

L’agriturismo, nel 2012, ha “camminato” col passo della crisi: arrivi scesi sotto i tre milioni       (-11,5% sul 2011), presenze a 12,2 milioni (-12% sul 2011), redditi aziendali tagliati del 15%.

Questa è la “brutta” fotografia del settore scattata da Agriturist (Confagricoltura), elaborando dati dell’Osservatorio Nazionale del Turismo e dell’ISTAT, al termine di un anno difficile per tutto il turismo italiano, caratterizzato da un lieve recupero dei turisti stranieri, e da una pesante riduzione della domanda interna. A Pasqua e fine anno l’agriturismo ha retto, registrando addirittura qualche miglioramento a confronto col 2011; ma nei fine settimana, e soprattutto in estate, ha sofferto il crollo degli ospiti italiani.

La durata dei soggiorni – prosegue la nota di Agriturist – si è ulteriormente abbreviata, la ristorazione è “caduta” del 20%, la vendita diretta dei prodotti connessa con l’ospitalità è diminuita del 10%. Prezzi invariati, diminuzione degli ospiti, aumento delle aziende del settore e inflazione intorno al 2,5%, hanno causato la compressione dei redditi dell’attività agrituristica.

“Le prossime elezioni  – dichiara Vittoria Brancaccio, presidente di Agriturist – saranno cruciali per la ripresa del turismo: ai programmi dei partiti chiediamo impegni precisi. La responsabilità del settore va affidata a persone di provata esperienza, nel quadro di un ripristinato Ministero del Turismo e di un coordinamento forte fra Stato e Regioni. L’Italia ha le carte in regola per recuperare il 20% di domanda turistica internazionale perduto negli ultimi dieci anni, ma non sono più consentite improvvisazioni, incarichi clientelari e rivendicazioni localistiche. L’agricoltura, ben oltre l’agriturismo, può dare un contributo importante alla conservazione dei paesaggi e alla qualità dell’offerta enogastronomica”.

15 gennaio 2013

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AGRICOLTURA E TURISMO, MOTORI DELLA RIPRESA

AGRICOLTURA E TURISMO, MOTORI DELLA RIPRESA

Dal X Forum Nazionale dell’Agriturismo, verranno proposte per una valorizzazione integrata delle risorse agricole e turistiche.

Si terrà a Tarquinia, mercoledì 21 novembre (Sala Consiliare del Palazzo comunale, P.zza G. Matteotti 6, ore 10.00), nell’ambito del X Forum Nazionale dell’Agriturismo, una tavola rotonda sul tema “Agricoltura e turismo: motori della ripresa”.

La manifestazione, organizzata da Agriturist, in collaborazione con Confagricoltura, si svolgerà sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica e il Patrocinio della Camera dei Deputati e della Presidenza del Consiglio.

Moderatore della Tavola Rotonda sarà Osvaldo Bevilacqua, ideatore e conduttore della storica trasmissione televisiva “Sereno Variabile”, che va in onda su RAI 2 dal 1977, raccontando le bellezze di ogni angolo d’Italia.

Alla Tavola Rotonda interverranno: Vittoria Brancaccio, presidente dell’Agriturist (Confagricoltura); Marco Bruschini, direttore generale dell’ENIT; Armando Cirillo, responsabile per il turismo del Partito Democratico; Flavia Maria Coccia, coordinatrice della struttura di missione per il rilancio dell’immagine dell’Italia (Dipartimento per lo sviluppo e la competitività del turismo – Presidenza del consiglio dei ministri); Enzo Lavarra, presidente del Forum Politiche agricole del Partito Democratico; Augusto Minei, presidente di SKAL International Roma; Antonio Percario, docente di Economia del Turismo presso il CST di Assisi.

Ad altre sessioni dei lavori del Forum di Agriturist, parteciperanno: l’On. Antonio Leone, Vicepresidente vicario della Camera dei Deputati; l’On. Gianfranco Conte, Presidente della Commissione Finanze della Camera; Mario Guidi, presidente della Confagricoltura; Luigi Mastrobuono, direttore generale della Confagricoltura.

Il Forum si prefigge di elaborare proposte per la ripresa economica legate allo sviluppo della sinergia fra agricoltura e turismo che, con limitati investimenti, può valorizzare risorse enogastronomiche, paesaggistiche, naturalistiche e culturali fin qui sostanzialmente “non governate”, in chiave sia turistica, sia di promozione nel mondo del “made in Italy” agroalimentare. Si tratta di enormi risorse, di cui disponiamo, che fin qui non abbiamo saputo sfruttare (soprattutto dal punto di vista della comunicazione) per trarne benefici significativi per la nostra economia. Altri paesi, con risorse ben più limitate, hanno saputo fare molto meglio di noi.

Hanno dato il proprio contributo all’organizzazione del Forum Nazionale dell’Agriturismo: la Provincia di Viterbo (assessorato agricoltura), il Comune di Tarquinia, l’Università Agraria di Tarquinia, Passepartout (gestionali per aziende turistiche), Mondo Convenienza (arredi per aziende turistiche), Orsolini (arredamenti, impianti e materiali per l’edilizia), Picasso (grafica e stampa), Angels Clean (prodotti per l’igiene della persona), e gli agriturismi Valle del Marta (Tarquinia), Il Tesoro (Torre Alfina), Parco dei Cimini (Soriano nel Cimino).

12 novembre 2012

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Fattorie didattiche: in crescita domanda e qualità

FATTORIE DIDATTICHE: IN CRESCITA DOMANDA E QUALITA’. SEMPRE PIU’ VISITE NEL PERIODO AUTUNNALE

Agriturist (Confagricoltura): “Dall’agricoltura un grande contributo all’educazione alimentare ed ecologica delle nuove generazioni.

Ma imparano anche gli adulti…”.

Visite in costante crescita per la rete delle “Fattorie didattiche”, che conta in Italia oltre 2.500 aziende agricole, un terzo delle quali svolge anche servizi agrituristici di alloggio e ristorazione. Lo rende noto Agriturist (Confagricoltura), evidenziando che la Regione più attiva è l’Emilia Romagna (330 offerte), seguita dal Piemonte (285) e dalla Campania (278). Tramite il sito internet www.agriturist.it, con la ricerca avanzata, è possibile selezionare 346 aziende agrituristiche con attività di “Fattoria didattica”, su tutto il territorio nazionale, e consultare sui rispettivi siti internet i programmi delle visite.

Agriturist osserva come la domanda delle scuole, prima concentrata soprattutto nel periodo primaverile, si stia ora distribuendo nell’intero arco dell’anno. Tendenza peraltro confermata da uno studio condotto nella provincia di Forlì-Cesena (da tempo all’avanguardia nel settore), dove il 17% delle visite didattiche dell’anno interessa il periodo settembre-dicembre, e il 16% il periodo gennaio-marzo.

Nell’anno scolastico 2012-2013 – secondo una stima di Agriturist – gli studenti che le scuole coinvolgeranno in progetti didattici legati all’agricoltura saranno poco più di un milione, con un incremento del 3% rispetto allo scorso anno. Prevalgono le visite di mezza giornata (61%), su quelle di una intera giornata (35%) o di più giorni (4%). Principali frequentatrici delle “Fattorie didattiche” sono le scuole elementari (44%), seguite dalle materne (25%), dalle medie (15%) e dalle superiori (5%). I centri estivi accolgono un 2% di ragazzi.  Imparare “in fattoria” piace anche agli adulti (9%), con visite di gruppi organizzati e partecipazioni individuali (anche di stranieri) a corsi di cucina, degustazioni guidate, osservazioni naturalistiche, avviamento all’equitazione.

Nella maggior parte dei casi, la visite “in fattoria” fanno parte di un progetto formativo interdisciplinare, sviluppato in aula nell’arco di tutto l’anno scolastico, che affronta, in modo particolare, i temi dell’alimentazione e della natura. L’offerta didattica delle aziende agricole è sempre più diversificata e creativa, con laboratori che spaziano dalla  stalla all’apicoltura, dal prato al bosco, dall’osservazione degli insetti all’orto biologico, dal pane al formaggio, dalle erbe aromatiche all’educazione del gusto e dell’olfatto, dall’argilla al vimini, dalle risorse rinnovabili alla gioielleria naturale.

Fra le iniziative più importanti e consolidate del settore, da segnalare “Scatta il verde, vieni in campagna!” che Agriturist propone, ormai da 21 anni, in provincia di Alessandria, arrivata quest’anno a coinvolgere 24 aziende agricole, con la partecipazione della Centrale del Latte di Alessandria e Asti (laboratorio “Buono come il latte”) e del Molino di Castellazzo Bormida (laboratorio “Al Molino, dal chicco alla farina”).

Particolarmente dedicate ai temi della natura e della ecosostenibilità, sono le aziende agricole che partecipano al progetto “Fattorie del Panda”, certificate dal WWF in collaborazione con Federparchi, Agriturist e le altre associazioni agrituristiche nazionali.

Attraverso le “Fattorie didattiche” – conclude Agriturist – il mondo agricolo consolida il proprio decisivo contributo alla formazione culturale delle nuove generazioni, soprattutto in materia di educazione alimentare e rispetto della natura.

19 ottobre 2012

http://www.agriturist.it   —   06.6852337    —    agritur@confagricoltura.it

 

 

 

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AGRITURISMO: ESTATE ALL’INSEGNA DELLA CRISI.

AGRITURISMO: ESTATE ALL’INSEGNA DELLA CRISI.

FLESSIONE PIU’ SEVERA PER ALBERGHI, VILLAGGI E CAMPEGGI. LAST MINUTE IN AUMENTO.

 

Secondo l’Osservatorio Nazionale del Turismo, prenotazioni delle vacanze “in fattoria” a -3,7%. Vittoria Brancaccio, presidente di Agriturist (Confagricoltura): in sofferenza anche la domanda enogastronomica.

Cominciano a delinearsi gli effetti veri della crisi sulla domanda turistica estiva. Una elaborazione di Agriturist basata su un sondaggio dell’Osservatorio Nazionale del Turismo, evidenzia che, a fine luglio, le prenotazioni negli agriturismi per il periodo luglio-settembre 2012 sono diminuite del 3,7% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

D’altra parte – prosegue la nota di Agriturist – l’agriturismo, grazie al favorevole rapporto fra qualità dell’accoglienza e prezzo, dimostra di soffrire la crisi meno di altre strutture ricettive: negli alberghi le prenotazioni estive sarebbero diminuite del 6,1%, nei campeggi del 8,4%, nei villaggi turistici del 19,8%.

Si tratta ancora – puntualizza Agriturist – di dati parziali e provvisori che confermano una forte contrazione dei turisti italiani e lasciano aperta l’incertezza su quelli stranieri; quanto alla misura di queste tendenze nei diversi settori del ricettivo e nelle diverse regioni, bisognerà aspettare più attendibili riscontri a consuntivo. I risultati di un recente sondaggio pubblicati da Federalberghi, fanno ritenere che siano cresciute le prenotazioni last minute consentendo di recuperare parzialmente sui negativi a due cifre temuti ad inizio stagione.

In flessione – secondo Agriturist – anche ristorazione e vendita diretta dei prodotti, peraltro in linea con i rilevamenti di FIPE (392 milioni di euro perduti dalla ristorazione rispetto al 2011)  e Confesercenti (ristorazione in calo medio del 7%).

“La difficile congiuntura economica – dichiara Vittoria Brancaccio, presidente di Agriturist – sta comprimendo anche la domanda enogastronomica: gli ospiti sono diminuiti e aumentano quelli che cercano di spendere il meno possibile per i pasti e l’acquisto di prodotti tipici, per molti agriturismi aspetto più qualificato e redditizio dell’offerta. Senza interventi incisivi del Governo per sostenere i redditi delle famiglie, si rischia un grave ridimensionamento dell’occupazione e conseguenze sulla tenuta economica delle oltre 21 mila imprese agricole impegnate nell’agriturismo”.

Fonte: agriturist

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