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Agriturismo a Sondrio

Castel Masegra

Castel Masegra

Sondrio è un vero gioiello lombardo: poco più 20mila abitanti per un’area di 20 chilometri quadrati incastonati fra montagne e parchi naturali, a due passi dalla splendida Valmalenco, fanno di questa città un’oasi di tranquillità e benessere, una vera perla della Valtellina.

Del suo passato longobardo oggi si può scorgere poco, ma chi visita Sondrio ha comunque tanti monumenti da vedere, a partire dalla chiesa collegiata dei Santi Gervasio e Protasio che è una delle più antiche di tutta la Valtellina. Costruita in epoca più antica, la chiesa venne abbattuta nel XVIII secolo e completamente ricostruita: i primi disegni furono elaborati da Pietro Ligari, anche se il lavoro fu completato da Carlo Gerolamo Buzzi fra il 1733 e il 1737. Da ammirare l’imponente facciata neoclassica di Giuseppe Sertoli e l’abside risalente al 1797 su progetto dell’architetto svizzero Pietro Taglioretti.

Campanile della Collegiata è la torre Ligariana, che svolge anche la funzione di torre civica, e risale alla stessa epoca della chiesa. Il primo progetto della torre, affidato allo stesso Ligari (1733), fu bocciato, così come il secondo, a causa delle enormi spese di realizzazione; quindi il campanile fu realizzato su proposta di Giacomo Cometti, un capomastro svizzero, e completato da Pietro Solari sulla base di un altro progetto ancora più ridimensionato.

Altre chiese da visitare sono la chiesa di San Rocco (1513), la chiesa del Sacro Cuore (1993), la chiesa parrocchiale della Beata Vergine del Rosario (1960), e, proprio nel cuore della città, l’antica chiesetta dedicata all’Angelo Custode: questa chicca architettonica, oggi sconsacrata, è stata realizzata fra il 1658 e il 1660.

Anche l’architettura civile riveste un ruolo di primo piano: il Palazzo Pretorio, sede del Comune di Sondrio, risale al 1500, ma dati i numerosi interventi di rimaneggiamento e restauro, quello che vediamo oggi ne è solo una pallida copia; la facciata, infatti, risale al 1917 anno in cui l’ingegner Giussani decise di intervenire sull’edificio modellandolo su quello Besta di Teglio. Ciò comportò la modifica delle finestre del secondo piano, che furono ingrandite e allineate a quelle del primo piano, e l’aggiunta di molti elementi decorativi fra cui gli stemmi dei visconti, il balcone e la grande finestra che si apre dall’ufficio del sindaco. Molto interessanti, al suo interno, il maestoso affresco di Cesare Ligari raffigurante la giustizia.

Altri edifici degni di nota sono il castel Masegra (1041), il palazzo della Provincia ( 1935), il palazzo Sassi de Lavizzari (XVII secolo), la Villa Quadrio (1862).

Due i musei che vale la pena visitare: il museo Valtellinese di storia e arte e il Museo Storico Castello Masegra. Nel primo, ospitato nel Palazzo Sassi de’ Lavizzari, si possono vedere una sezione archeologica, la collezione numismatica Sertoli, costumi del Settecento, alcune tele di Pietro Ligari e dei suoi figli; nel secondo, il museo storico castello Masegra, si può fare un salto nei tre secoli di dominazione dei Grigioni sulla Valtellina (1513-1797) e ammirare una vista della città, data la sua posizione sopraelevata.

AGRITURISMI

AGRITURISMO STELLA OROBICA

VIA TORCHIONE 32, ALBOSAGGIA SONDRIO. Telefono: 0342-510161

La struttura, che offre sia pernottamento che ristorazione, accetta gli animali e si basa sulla filosofia del lavoro e della buona tavola. L’azienda agricola Stella Orobica è nata nel 2001 per tutelare e proteggere le antiche tradizioni valtellinesi, fra cui l’arte casearia. Fiore all’occhiello di questa azienda è la transumanza a piedi: le mucche trascorrono cinque mesi all’anno al pascolo, passando da un’altitudine di 350 metri sul livello del mare (il fondovalle) ai 1200 metri dei maggenghi per giungere ai 1900 dell’alpeggio. In questa struttura si possono trovare in vendita diversi prodotti: carne, latte, vino, burro e marmellate.

AGRITURISMO LE CASE DEI BAFF

VIA DEI MULINI 19, ARDENNO SONDRIO. Telefono: 0342-661045

Ricavato da un antico mulino ristrutturato, questo agriturismo toglie il fiato per la bellezza della struttura, del giardino e del paesaggio circostante, per i particolari curatissimi e per l’attenzione al dettaglio. Gestito a livello familiare, sorge ai piedi delle Alpi Retiche, nel cuore della Valtellina, e deve il suo nome a un antenato della famiglia, affettuosamente soprannominato Baff. Tutte le camere sono dotate di bagno e tv, accessibili ai disabili e di collegamento Internet. A disposizione degli ospiti anche posti per bici e moto in garage chiuso. L’attività agricola della famiglia, iniziata nel secolo scorso, è tesa oggi alla produzione di carne: vengono infatti allevati bovini, suini, capre, pecore, conigli e polli. Per passione i proprietari hanno anche a disposizione dei cavalli. Dal 2007 viene prodotto anche il Principino, un Nebbiolo Doc.

AGRITURISMO IL CAPRETTO

VIA STELVIO LOCALITA’ ISOLA, TALAMONA SONDRIO. Telefono: 0342-671796

Struttura a gestione familiare, offre prodotti agricoli rigorosamente coltivati in azienda nel rispetto della natura. Ogni camera è un ambiente a sé: unico nel suo genere dedicato a un fiore diverso. Intorno all’agriturismo sorge un’isola pedonale particolarmente adatta passeggiate a cavallo, escursioni in bicicletta, e altre attività sportive. Fiore all’occhiello è però la cucina: pizzoccheri, sciatt, risotto al bitto e bresaola, grigliate miste, polenta e capretto, tagliatelle alle castagne, brasato, insomma: ce n’è per tutti i palati.

 

Fotografia: wikipedia

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dicembre 9, 2015 · 5:17 pm

Agriturismi Milano

Milano è una città bellissima: poche, come lei, sanno coniugare uno spiccato gusto classico con una piccante modernità culturale, intellettiva e sociale. Tantissimi sono i monumenti che non si possono perdere quando si viene a visitare Milano; il problema è proprio selezionare, in base al tempo che si ha a disposizione, il proprio tour ideale. Qui vi proponiamo le tappe irrinunciabili, ma, volendo, le possibilità di vedere e sperimentare sono davvero infinite.

Il Duomo di Milano

Il Duomo di Milano

  • Il Duomo: uscire dalla metropolitana (Fermata Duomo-linea gialla) è un’esperienza estatica: se si imbocca l’uscita giusta, ci si ritrova davanti in tutto il suo splendore questo gioiello dell’architettura gotica unico nel suo genere; è la terza chiesa cattolica più grande del mondo, dopo la basilica di San Pietro a Roma e la cattedrale di Siviglia. Il Duomo di Milano è famoso per tre cose sostanzialmente: la statua della Madonnina montata in cima che fino a non molto tempo fa era il punto più alto di Milano (ora una copia della Madonnina è stata posta sul nuovo punto più alto della città, il 39esimo piano di Palazzo Lombardia); il numero impressionante di guglie (135!) e il tempo lunghissimo impiegato per la sua realizzazione (i lavori iniziarono il 12 maggio 1386 e terminarono nel 1892, anche se susseguirono costantemente opere di restauro). Fra gli architetti e i consulenti che a vario titolo vi lavorarono basti citare Leonardo da Vinci (consulente per il tiburio dal 1487 al 1488), Bramante (consulente per il tiburio nel 1490), Gian Lorenzo Bernini (consulente per la facciata nel 1656), e tantissimi altri. Se l’imponenza della facciata esterna lascia senza fiato, l’interno è forse ancora più straordinario: un susseguirsi di navate, altari, monumenti funerari e cappelle che sono capolavori dell’arte italiana. E poi il tiburio e le campane, il presbiterio con il Sacro Chiodo e il maestoso organo a canne, la cripta con il famosissimo scurolo di San Carlo, una cappella ottagonale progettata da Francesco Maria Ricchino nel 1606. Imperdibile la salita ai terrazzi da cui si gode una vista straordinaria sulle guglie e naturalmente un colpo d’occhio sulla città. La Madonnina resta il simbolo per eccellenza della chiesa dei milanesi: inaugurata il 30 dicembre 1774 è stata disegnata dallo scultore Giuseppe Perego e realizzata dall’orafo Giuseppe Bini con un’altezza di 4,16 metri. L’ultima tappa è costituita dalla visita del tesoro: oggetti dal valore inestimabile raccolti nel corso della storia. La collezione comprende la Mitria d’oro detta di San Carlo, le statue in argento e pietre preziose di San Carlo e Sant’Ambrogio, la pace donata da Pio IV nel XV secolo, la situla d’avorio usata per l’incoronazione di Ottone II nel 979, il dittico “romano” d’avorio con scene della vita di Cristo del IX secolo e tanti altri oggetti.
  • Ma Milano, dicevamo, non è solo duomo: appena fuori dalla chiesa, con accesso diretto dalla piazza del Duomo, si spalanca la galleria Vittorio Emanuele II, un monumento commerciale di rara bellezza che conduce fino a piazza della Scala. I negozi più eleganti di Milano si trovano qui e insieme ai locali più chic ne hanno fatto il “salotto di Milano”. Realizzata in stile rinascimentale dalla società inglese City of Milan, la posa della prima pietra da parte del re in persona, Vittorio Emanuele II appunto, risale al 7 marzo 1865 nel corso di una cerimonia alla quale presero parte le autorità politiche dell’epoca, dal sindaco Antonio Beretta al primo ministro italiano Alfonso Lamarmora.
  • Teatro Alla Scala: è forse uno dei teatri più famosi al mondo. Inaugurato il 3 agosto 1778, può ospitare fino a 2.800 persone; inoltre, è fin dalla sua apertura sede dell’omonimo coro, del Corpo di Ballo e della Filarmonica (dal 1982). Fortemente voluto dall’imperatrice Maria Teresa d’Austria, è stato progettato dall’architetto Piermarini e rappresenta un fiore all’occhiello della società milanese; ogni anno all’apertura della stagione teatrale, infatti, i vertici della politica, delle istituzioni e dell’alta società si ritrovano per assistere allo spettacolo.
  • Castello Sforzesco: la costruzione di questo imponente castello, voluto dall’allora duca di Milano Francesco Sforza, è iniziata nel 1360 ed è finita nel 1499: dal 1862 ha dismesso la sua funzione strategica ed ospita oggi i Musei omonimi. E’ uno dei più grandi castelli d’Europa: con l’imponente Torre Filarete, la piazza d’armi, la rocchetta e la corte ducale rappresenta un luogo di cultura, arte e spettacoli, che ha ospitato appuntamenti ed eventi di grande rilievo, come Giochi senza frontiere (1995), i Giochi Sforzeschi, il Festival Latinoamericando Expo (1991).
  • Pinacoteca di Brera: una delle più note gallerie nazionali d’arte antica e moderna, ospita i più rari esempi di pittura italiana, soprattutto veneta e lombarda. Situata nelle splendide sale affrescate del grande palazzo di Brera, la pinacoteca offre anche una visita alla biblioteca nazionale, all’osservatorio, all’Accademia delle Belle Arti e all’Istituto lombardo di Scienze e lettere. Nel cortile interno è esposto il Monumento a Napoleone realizzato da Antonio Canova.
  • Basilica di Sant’Ambrogio: la basilica romana minore collegiata abbaziale prepositurale di Sant’Ambrogio è collocata nell’omonima piazza ed è fra le più antiche della città. Infatti, risale all’epoca paleocristiana: edificata tra il 379 e il 386 per volere dell’allora vescovo di Milano Ambrogio, fu dedicata ai martiri, prendendo il nome di Basilica Martyrum. Da ammirare l’abside, il coro ligneo, il tiburio, la cupola; la chiesa subì pesanti danni a seguito dei bombardamenti del 1943 e fu parzialmente ricostruita.
  • Chi viene a Milano, se ha la serata libera, deve fare una tappa sui Navigli: in zona Porta Genova, a due passe dalla metropolitana, soprattutto d’estate, si riuniscono migliaia di persone di tutte le età per fare due passi lungo i corsi d’acqua di Milano, per ammirare la darsena restaurata, assaporare un aperitivo o gustare una cena nelle trattorie tipiche che propongono menù per tutte le tasche.

 

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aprile 5, 2015 · 10:01 pm

Agriturismo a Lecco

Provincia di LeccoIl territorio della provincia di Lecco si sviluppa su di una superficie di circa ottocento quattordici chilometri quadrati, ricomprende ottantotto comuni per una popolazione di circa 340 623 abitanti.

Il capoluogo è la omonima città di Lecco, mentre gli altri comuni più importanti per economia e dimensione sono Merate, Casatenovo, Oggiono e Missaglia.

Numerosi sono i parchi e le aree di interesse faunistico, storico e paesaggistico, comprese le zone boschive, soprattutto nella Valsassina, dove segnaliamo numerose foreste ad aghifoglie e fiori anche rari come le genziane. Lungo il fiume Lambro la vegetazione è invece più ristretta con foreste di latifoglie, pioppi, querce e numerosi fiori.

Ci sono dunque il Parco regionale della Valle del Lambro e il Parco regionale di Montevecchia e della Valle di Curone, il Parco dell’Adda Nord ed il Parco naturale del Monte Barro.

Di particolare importanza ricordiamo naturalmente il lago di Como e i laghi minori di Annone, Pusiano e Olginate, oltre al fiume Adda che lungo il suo percorso riserva vere e proprie perle, come il caratteristico ponte di San Michele in ferro, l’Ecomuseo di Leonardo, le dighe leonardesche di Robbiate ed il traghetto di Imbersago la cui invenzione viene attribuita allo stesso Leonarda da Vinci e che è ancora oggi in funzione e collega i moli di Imbersago e Villa d’Adda (Bergamo).

Altri importanti personaggi storici e della letteratura legati a questo territorio sono Alessandro Manzoni, Giuseppe Parini, Tommaso Grossi e Antonio Ghislanzoni, autore del libretto dell’Aida di Giuseppe Verdi.

Per quanto le attività strettamente turistiche siano concentrate soprattutto nella zona dei laghi, non mancano interessanti agriturismi in tutta la provincia.

Per approfondire puoi scoprire i migliori agriturismi vicino a Milano in provincia di Lecco

Fotografia: wikipedia

 

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marzo 13, 2015 · 3:26 pm

Agriturismi Como

Como è una città da favola: non solo per la bellezza della sua architettura, ma anche, e soprattutto, per il meraviglioso sguardo sul romantico lago. Passeggiare sulle sue rive e ammirare l’armoniosa melodia del paesaggio è un esercizio per recuperare calma e serenità.

Città di Como

Città di Como

Vivere a Como significa proiettarsi in una dimensione senza tempo né stress: il suo centro sorge proprio in prossimità del lago, intorno alla piazza del Duomo, prima tappa del nostro viaggio immaginario. I lavori per la realizzazione del Duomo, ovvero la cattedrale di Santa Maria Assunta, a due passi dalle acque, iniziarono nel 1396 su progetto di Lorenzo degli Spazzi di Laino prima, Pietro da Breggia, Florio da Bontà e Luchino Scarabota, poi. I lavori terminarono nel 1770 con la messa in posa della maestosa cupola di Filippo Juvara. Ecco qualche numero che dà l’idea della grandezza della chiesa: 87 metri di lunghezza, 36-56 metri di larghezza, 75 metri al culmine della cupola, con un impianto a croce latina composto da tre navate e transetto sormontato dalla cupola. All’interno il suo “tesoro” è costituito da un rarissimo esempio di organo a canne risalente al 1932: 6.515 canne su quattro tastiere ne fanno un vero gioiello.

Oltre al Duomo vale la pena di riservarsi il tempo per fare una visita alla Basilica di San Carpoforo, la più antica basilica della diocesi di Como. Sorta alla fine del IV secolo, essa rappresentò e rappresenta ancora oggi il cuore della cristianità comasca: attorno ad essa, infatti, si raccolsero vittime illustri delle persecuzioni  di Massimiano e Diocleziano del 303-305: Carpoforo, Esanzio, Cassio, Severo, Secondo, Licinio e Fedele, soldati della Legione Tebea che fuggirono da Milano niente meno che con Sant’Alessandro e San Fedele. Arrestati poco prima di entrare a Como, vennero arrestati e poi decapitati. A ricordo del martirio dei Santi fu posta una lapida che recita:

« […] Hoc altare tenet sex tanto lumine splendent

hic sunt carpophorus tum cassius atque secundus

 et simul extantus licinius atque severus […]

extat et hic felix divinis ductus habenis

 verbum divinum studuit qui dicere primum […]. »

Un’altra chiesa assolutamente da non perdere è la basilica di Sant’Abbondio: un imponente edificio simbolo dello stile romanico, oggi sede della facoltà di giurisprudenza dell’Università degli studi dell’Insubria. Monumento di rara bellezza, offre al visitatore uno sguardo sull’architettura religiosa dell’anno mille: i lavori per la sua realizzazione iniziarono infatti nel 1050 e finirono nel 1095. Il 3 giugno dello stesso anno fu consacrata dall’allora papa Urbano II.

Altri monumenti religiosi presenti a Como sono La Basilica di San Fedele, romanica; la chiesa di Sant’Agostino (che ospita al suo interno la tela della Nascita di Maria del Morazzone); la chiesa di San Giacomo e il santuario del Santissimo Crocifisso.

Non meno interessanti le architetture civili: il Broletto, ovvero l’antico municipio, risalente al 1215 in stile gotico-romanico. Oggi ospita un’aula congressi ed è sede di eventi culturali (mostre d’arte, cerimonie solenni, etc.).

Villa Olmo è uno spettacolare esempio di stile neoclassico: realizzata su progetto di Simone Cantoni sulla riva occidentale del lago di Como era la residenza estiva dei marchesi Odescalchi. Si pensi che nelle sue immense sale hanno soggiornato, fra gli altri, il generale Bonaparte e Ugo Foscolo.

Il tempio voltiano, oggi sede della  mostra permanente dedicata ad Alessandro Volta, si trova sul Lungo Lario Marconi; venne inaugurato nel 1928 e fu realizzato dell’architetto Federico Frigerio. Oggi è il museo comasco più visitato.

Naturalmente impensabile allontanarsi da Como senza visitare l’unica isola del suo meraviglioso lago: l’isola Comacina. Aperta dal 21 marzo al 31 ottobre, in passato ha ricoperto un ruolo determinante nella storia comasca dal periodo romano all’Altomedioevo. Tornata al governo italiano su donazione del re del Belgio nel 1919, fu posta sotto la responsabilità dell’Accademia di Brera, con l’obiettivo di salvaguardarne l’interesse archeologico e la bellezza. Oggi visitarla è un’esperienza estatica: la bellezza del lago si fonde con i dolci pendii e fa di quest’isola un monumento alla natura e un appagamento per gli occhi.

Per saperne di più leggi questo articolo dedicato ai migliori agriturismi vicino a Milano in provincia di Como

Fotografia: wikipedia

 

 

 

 

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febbraio 11, 2015 · 12:58 pm

Agriturismi a Varese

VareseLa città di Varese, capoluogo dell’omonima provincia, è caratterizzata dalla numerosa presenza di giardini e parchi, soprattutto come pertinenze delle numerose ville costruite durante gli ultimi due secoli, tanto da guadagnare alla città il soprannome di città giardino.

Il territorio di Varese è attraversano da numerosi corsi d’acqua il più importante dei quali è il fiume Olona. La città si sviluppa lungo 7 colli ed è lambita dalle acque di sette laghi: lago di Varese, lago Maggiore, lago di Comabbio, lago di Monate, lago di Lugano, lago di Ghirla, lago di Ganna. Il monte più importante ai cui piedi sorge la città è il Sacro Monte di Varese, sede di un osservatorio astronomico, nonché del Centro Geofisico Prealpino.

Varese è divenuta nel corso dell’ultimo secolo un importante centro economico ed industriale. Tra le fabbriche più importanti possiamo citare: Alenia Aermacchi (aerei militari), AgustaWestland (Gruppo Finmeccanica, elicotteri) MV Agusta (motociclette) Cagiva (motociclette) Ignis (poi Whirlpool) Poretti (birrificio, include i marchi Carlsberg, Poretti, Bock, Tuborg, Kralle).

Da un punto di vista più strettamente turistico, i luoghi di interesse artistico principale sono soprattutto alcune architetture di carattere religioso.

La Basilica Collegiata di San Vittore, edificata tra XVI e XVII. A fianco della Basilica sorge l’antico battistero di San Giovanni Battista, eretto tra XII e XIII secolo. Sull’altare una Madonna in trono e santi di un maestro vercellese del XVI secolo.

La chiesa di Sant’Antonio alla Motta, realizzata da Giuseppe Bernasconi tra il 1606 e il 1614, attraverso il recupero di un preesistente edificio tardoquattrocentesco.

La chiesa di San Giuseppe, edificata come oratorio nel corso del 1504 è caratterizzata dai preziosi affreschi seicenteschi di Giovan Battista Del Sole, Melchiorre Gherardini e Giovanni Battista Ronchelli.

Santuario mariano della “Madonnina in prato”, dove sono conservati un pregevole affresco d’inizio quattrocento raffigurante la Vergine in trono con Bambino, e numerosi affreschi di Antonio Busca.

Il Sacro Monte, o “Fabbrica del Rosario”, risulta essere di particolare importanza artistica, storica e religiosa. Si tratta di un imponente complesso tardo cinquecentesco pensato da Giovanni Battista Aguggiari come riorganizzazione del precedente percorso pedonale per il santuario di Santa Maria del Monte. Una via sacra di circa due chilometri intervallata da quattordici cappelle votive che rappresentano i misteri del Rosario. Realizzate a partire dal 1604, nel 2003 sono state inserite nella lista UNESCO del patrimonio dell’umanità.

Degni di menzione sono certamente anche alcuni edifici ed architetture civili, soprattutto alcune ville.

Villa Recalcati, si trova in località Casbeno ed è oggi sede della Provincia di Varese e della Prefettura. Fu edificata nella prima metà del XVIII secolo come albergo di lusso.

Villa Toeplitz, è considerata una delle più belle ville della città, con un elegante parco pubblico all’italiana, passò al comune di Varese nel 1972.

Villa Baragiola, con bellissimo parco all’inglese aperto al pubblico è d’impianto Ottocentesco. Passata al Comune di Varese è sede di una parte dei suoi uffici.

Tra i principali musei della città possiamo certamente segnalare i seguenti.

Il Civico museo archeologico di Villa Mirabello può vantare una raccolta di reperti databili dalla preistoria all’alto Medioevo. Ospita inoltre una biblioteca archeologica e storico-artistica aperta al pubblico con un patrimonio di oltre 10 000 pubblicazioni tra monografie e riviste di settore.

Il Museo di arte moderna e contemporanea, con sede presso il castello di Masnago, conserva opere di numerosi artisti moderni e contemporanei soprattutto di impronta pittorica lombarda ottocentesca e del primo Novecento.

L’Osservatorio astronomico G.V. Schiaparelli, fondato nel 1956 e ubicato sul monte Campo dei Fiori ad oltre 1200 m di altezza è immerso in un importante giardino botanico di circa sessanta ettari. L’osservatorio ospita un piccolo museo con fotografie e oggetti astronomici.

Per chi decide di recarsi nel varesotto per visitare la città o la sua provincia, segnaliamo di seguito i migliori agriturismi vicino a Milano in provincia di Varese

 

 

Fotografia: Wikipedia

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gennaio 31, 2015 · 3:57 pm

Agriturismo a Brescia

Torrione di Piazza della Vittoria

Torrione di Piazza della Vittoria

Brescia è una città molto antica, le cui origini risalgono all’anno milleduecento a.C. per opera di popolazioni liguri. Nel  corso dei secoli terzo e secondo a.C. passò sotto il dominio della Repubblica Romana.

Caduto l’impero di Roma, Brescia dovette subire innumerevoli invasioni barbariche tra il 402 e il 493 d.C. Si impadronirono della città prima i Visigoti, poi gli Unni, gli Ostrogoti, e infine i Longobardi, che ne fecero un importante ducato del loro regno.

Durante il rinascimento entrò a far parte dei territori della Repubblica di Venezia per poi passare al regno Lombardo-Veneto durante il risorgimento ed essere successivamente annessa al regno d’Italia nel 1860.

Durante gli anni trenta, per diretto interessamento di Mussolini, il quartiere medioevale delle Pescherie venne raso al suolo e al suo posto fu edificata la Piazza della Vittoria su disegno dell’architetto Marcello Piacentini, uno dei massimi esponenti dell’arte fascista. Insieme alla piazza fu realizzato il Torrione, il primo grattacielo d’Italia e tra i primissimi in tutta Europa.

Nel 2011 sei grandi complessi monumentali della città sono stati inseriti tra i beni patrimonio dell’umanità dell’UNESCO. Essi sono:

  • L’area monumentale del Foro Romano composto dal santuario repubblicano, il capitolium e il teatro romano. Si tratta di reperti archeologici di epoca romana tra i meglio conservati nel Nord Italia
  • Il complesso monastico longobardo di San Salvatore-Santa Giulia: contiene oltre diecimila opere d’arte e altri reperti archeologici. Esso si compone della basilica di San Salvatore, uno dei maggiori esempi di architettura religiosa altomedioevale caratterizzata dalla compresenza di arte longobarda, classica e bizantina, dalla chiesa di Santa Maria in Solario del XII secolo, il coro delle monache della fine del quattrocento, la chiesa di Santa Giulia costruita tra il 1593 e il 1599.
  • Le Domus dell’Ortaglia, antiche domus romane chiamate in questo modo perché rinvenute negli orti del monastero di Santa Giulia.
  • Palazzo Maggi Gambara del cinquecento
  • Casa Pallaveri del seicento
  • Una porzione dell’antico decumano massimo, corrispondente all’odierna Via dei Musei.

Numerose altre sono le architetture religiose meritevoli di una citazione. Tra le tante vogliamo ricordare:

  • il Duomo vecchio, uno dei più importanti esempi di rotonda romanica in Italia.
  • Le chiese di Santa Maria del Carmine e del Santissimo Corpo di Cristo, entrambe importanti testimonianze di architettura gotica. Nel Santissimo Corpo di Cristo in particolare sono conservati numerosi affreschi rinascimentali.
  • Di epoca rinascimentale sono poi la chiesa di Santa Maria dei Miracoli, la cui facciata è completamente adornata da fini bassorilievi, ed il pantheon musicale al cui interno è conservato il più grande organo del mondo.
  • Di stile barocco sono invece le chiese dei Santi Faustino e Giovita, il Duomo nuovo, la chiesa di Santa Maria della Carità, che serba una riproduzione della Santa Casa di Nazaret, e la chiesa di Santa Maria della Pace, che conserva il grande affresco del Tiepolo dell’Apoteosi dei santi Faustino, Giovita, Benedetto e Scolastica.
  • Infine la collegiata dei Santi Nazaro e Celso, fulgido esempio di architettura neoclassica, che custodisce un prezioso Polittico di Tiziano.
Museo di Santa Giulia

Museo di Santa Giulia

La città di Brescia è la seconda più popolosa della Lombardia dopo Milano, ed i flussi turistici ruotano soprattutto attorno alle attività proposte dal principale museo della città, il Museo di Santa Giulia, ubicato in via dei Musei 81/b, lungo l’antico decumano romano. Nel museo sono esposti migliaia di oggetti e opere d’arte databili dall’età del Bronzo sino all’Ottocento, rinvenuti soprattutto a Brescia e nelle zone della provincia, connotando il museo come un vero e proprio museo del territorio, i cui approfondimenti si concentrano soprattutto sulla storia di Brescia e delle terre circostanti.

Per godere al meglio della città, ma anche del paesaggio e delle bellezze naturalistiche che la circondano, non vi può essere scelta migliore di un buon agriturismo. Da un comodo casolare di campagna finemente ristrutturato si potrà con tutto comodo raggiungere ad esempio il distretto vinicolo della Franciacorta, famoso per i suoi spumanti metodo classico, oppure il lago di Garda e il lago di Iseo, o ancora le magnifiche Val Camonica e Val Trompia.

Di seguito alcuni agriturismi della provincia di Brescia.

Agriturismo Vallata: ubicato alle pendici del monte Maddalena, a pochi minuti da Brescia, questo antico agriturismo è organizzato per garantire ai propri clienti una piacevole fruizione del territorio, della gastronomia locale e della cultura del posto, nella convinzione che un’offerta turistica di qualità passi attraverso la valorizzazione di queste tre tematiche interconnesse tra loro.

Agriturismo Aquila Solitaria: si trova a metà strada tra Brescia ed il Lago di Garda, circondato dalla natura e famoso per la tradizionale preparazione dello spiedo cucinato a legna, e insignito della Denominazione Comunale. L’Agriturismo è situato nel cuore dell’Altopiano di Cariadeghe, luogo di Interesse Comunitario, ricompreso nel complesso orografico delle Prealpi Bresciane. L’azienda è anche fattoria didattica.

Agriturismo Al Rocol: si trova in Franciacorta, una delle regioni vitivinicole più famose d´Italia. Non lontano dal lago d´Iseo e alle montagne della Val Camonica, dista solo una decina di chilometri da Brescia. Una delle prime aziende agrituristiche ad aprire in Franciacorta, offre anche servizio di agricampeggio, ristoro, e soggiorno in camere o appartamenti. La struttura è munita di cantina di produzione vinicola con spaccio aziendale ed enoteca.

Fotografie: wikipedia

 

 

 

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novembre 3, 2014 · 6:19 pm

Agriturismi nel pavese

PaviaPavia è una città che resta nel cuore dei suoi visitatori: una città dove si respirano bellezza e storia, ricca di fascino e cultura.  A soli 35 chilometri da Milano, posizionata sulle sponde del fiume Ticino, vanta paesaggi da cartolina e scorci di rara bellezza, come il ponte coperto sul fiume, uno dei luoghi di attrazione che la caratterizzano. Tantissimi anche i monumenti da visitare in città: la Basilica di San Michele Maggiore rapisce lo sguardo con le sue linee pulite, rigorosamente in stile romanico lombardo, risalente all’epoca medievale, è famosa per aver ospitato l’incoronazione di Federico Barbarossa nel 1155. Il Duomo di Pavia, dedicato a Santa Maria Assunta e a Santo Stefano, è un capolavoro rinascimentale iniziato nel 1488 per volere di Ascanio Maria Sforza, e consacrato nel 1615, che prese il posto di due cattedrali gemelle realizzate a cavallo fra il VI e il VII secolo. Proprio in prossimità del Duomo si possono ammirare i resti della Torre Civica, eretta in città già nell’XI secolo, e tragicamente crollata venerdì 17 marzo 1989. La Basilica di San Pietro in ciel d’Oro risale addirittura al VII e l’VIII secolo (ricostruita poi in stile romanico nel XII secolo): furono i monaci di San Colombano a volerla, e fu consacrata da Papa Innocenzo II nel 1132; oggi è famosa soprattutto perché ospita le spoglie mortali di Sant’Agostino. La chiesa di Santa Maria del Carmine è un mirabile esempio di architettura gotica a mattoni con grande rosone sulla facciata centrale e sette guglie: la posa della prima pietra risale al 1370. Il campanile è alto otre 70 metri. La chiesa più antica della città è quella dedicata ai Santi Gervaso e Protaso: per oltre seicento anni ha trovato qui dimora il corpo di San Siro, padre fondatore della prima comunità cristiana del pavese vissuto agli inizi del IV secolo. Un’altra chiesa molto affascinante, in stile tardo romanico, è la chiesa di San Teodoro che risale al XII secolo e ospita una serie di affreschi raffiguranti Sant’Agnese e San Teodoro. Se le chiese rappresentano una buona parte dei monumenti dei Pavia, gli aristocratici e signorili palazzi non sono da meno: il Palazzo Mezzabarba, oggi sede del municipio, è un’imponente struttura in stile rococò di ineguagliabile splendore. La reggia di re Alboino (o Palazzo Reale) risale al basso medioevo e ospita la lapide con la famosa leggenda del cavallo di re Alboino che, si dice, stramazzò al suolo e si rifiutò di alzarsi fino a che il re non sciolse il giuramento di uccidere tutti gli abitanti della città. Merita sicuramente una visita anche la piazza centrale  di Pavia: piazza della Vittoria, già piazza Grande, che ospita, sotto il livello della strada, il più antico e conosciuto mercato coperto della città. Il primo aprile 1926 il duce Benito Mussolini in persona inaugurò l’Idroscalo: uno snodo strategico per il rifornimento degli idrovolanti attivi sulla linea Torino-Venezia-Trieste, oggi purtroppo lasciato in stato di abbandono. Il Castello di Pavia è il Castello Visconteo, voluto da Galeazzo II Visconti nel 1360 con un parco di caccia che si estendeva fino alla Certosa di Pavia, che è forse il monumento simbolo della città. La posa della prima pietra risale al 27 agosto 1396 per volere di Gian Galeazzo Visconti e dei suoi tre figli. Consacrata alla Madonna delle Grazie, la Certosa nacque grazie a un voto pronunciato dalla moglie Caterina e interpretato dal duca di Milano come una grande possibilità di mostrare al mondo la magnificenza della sua dinastia. La bellezza della Certosa mozza il fiato: la sua imponente facciata di marmo rosa e verde presenta una fitta trama di miniature raffiguranti angeli e monarchi con statue, colonne e pilastri di inestimabile valore architettonico. L’interno è se possibile ancora più suggestivo: le alte volte della navata centrale spingono verso l’alto lo sguardo del visitatore, in contiguità con la preghiera rivolta al cielo. Il “Padre Eterno Benedicente” del Perugino fa da cornice al prezioso altare centrale. Per visitarla tutta, con le sue absidi, i preziosi dipinti, le cappelle laterali, le statue dei santi e dei dottori della chiesa, ci vorrebbe una giornata intera.

Per organizzare la Tua vacanza in agriturismo, puoi trovare qui  i migliori agriturismi vicino a Milano in provincia di Pavia. 

 

Fotografie: Wikipedia

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settembre 19, 2014 · 3:22 pm

Agriturismo in Brianza

Villa Reale MonzaLa Brianza è una terra ricca di fascino, anche se poco conosciuta a livello turistico. Comprende tutta la provincia di Monza e della Brianza, la parte meridionale delle provincia di Lecco, la parte sudorientale della Provincia di Como e una piccola parte della provincia di Milano. Ciò che la rende unica è la varietà del paesaggio:   campagna, valli prealpine, laghi, fiumi (come il Lambro, il Seveso e l’Adda) e colline. Tra i rilievi più suggestivi ci sono i Corni di Canzo, tre cime rocciose situate nel comune di Canzo, rispettivamente alte 1.373, 1.368 e 1.232 metri sul livello del mare. Fra le prealpi luganesi vale la pena fare un salto sul Monte di San Genesio, una montagna in provincia di Lecco suddivisa in tre colli: Monte Regina (817 metri di altezza), Monte Crocione (877 metri) e Monte di San Genesio (832 metri). Fra le colline poste più a sud inevitabile è una visita al colle di Montevecchia, in provincia di Lecco, dove si può ammirare in tutto il suo splendore il Santuario della Beata Vergine del Carmelo, di origini medievali. Dalle cime di queste colline, che raggiungono i 500 metri di altezza, nelle giornate limpide si possono ammirare le guglie del duomo di Milano. Non solo monti e colline, ma anche laghi e fiumi si possono visitare in Brianza, che è posta nel cuore della grande regione dei laghi: il più bello è il lago di Annone, che con i suoi 5,71 km² quadrati è il ventunesimo lago italiano per estensione; a seguire l’Eupilio o Lago di Pusiano, decantato dal Parini, nativo della zona, nelle sue opere; tra i laghi minori, ma solo per estensione, figurano quello di Garlate (4,6 km²), che segna il confine tra la Brianza, la Val San Martino e il distretto di Lecco; il Lago di Alserio (1,2 km²) in provincia di Como; il Lago di Olginate (0,77 km²) in provincia di Lecco; il Lago del Segrino (0,35 km²) che con le sue note acque verde-smeraldo rappresenta una chicca di questa zona, e il Lago di Sartirana (0,1 km²). La città simbolo della Brianza è Monza, una città che offre tantissimo ai suoi visitatori, a cominciare, naturalmente, dallo splendido duomo, noto in tutta Italia per custodire un grandissimo tesoro: la corona ferrea. Il duomo è stato voluto dalla regina Teodolinda, è dedicato a San Giovanni Battista e risale al XIV/XVII secolo. La corona ferrea, secondo la tradizione, contiene uno dei chiodi usati per crocefiggere Gesù Cristo. La torre campanaria del duomo svetta per 79 metri: i lavori di costruzione iniziarono il 23 maggio 1592 e finirono 1606. Un altro monumento religioso degno di nota è la chiesa di San Gerardo, che custodisce le spoglie di San Gerardo dei Tintori, co-patrono della città. A Monza si possono visitare tantissime chiese, fra cui la Chiesa di San Gerardino, la Chiesa di Sancto Gerhardo (chiesa dell’Ospedale vecchio), la Chiesa di Santa Maria al Carrobiolo (risalente al 1232 con campanile romanico datato 1339), la Chiesa di Santa Maria delle Grazie (1463), la chiesa di San Maurizio (famosa per aver ospitato la Monaca di Monza) e molte altre. Anche le cappelle sono tantissime: fra le più belle spiccano quella della Villa Reale del XVIII secolo, e quella di Villa Mirabello nel parco. Non si può dire Monza senza dire Villa Reale: uno splendido esempio di architettura neoclassica, fu la residenza privata dei reali austriaci prima e italiani poi. La posa della prima pietra risale al 1777per volere di Maria Teresa d’Austria, che scelse Monza per la salubrità dell’aria e la bellezza del paese. Infine, un altro simbolo di Monza è il celeberrimo parco: uno dei maggiori d’Europa per bellezza, importanza e storicità, misura 685 ettari a nord della città. Il parco di Monza, oggi meta di centinaia di visitatori ogni settimana, è stato voluto Eugenio di Beauharnais, figliastro di Napoleone e viceré del Regno d’Italia.

Certamente sarà una vacanza indimenticabile alla scoperta delle bellezze offerte dalla Brianza. Trova allora i migliori agriturismi vicino a Milano in provincia di Monza e Brianza

 

Foto: Wikipedia

 

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agosto 12, 2014 · 10:06 am

Agriturismo a Mantova

Mantova: Piazza Erbe

 

Agriturismo a Mantova è sinonimo di arte, cultura e buona tavola. Terra dei Gonzaga, Mantova è famosa in tutta Italia per la ricchezza del suo patrimonio artistico: Mantova rapisce il cuore con i suoi tre specchi d’acqua che le conferiscono un aspetto unico, magico, dotato di un’atmosfera a metà fra il fiabesco e lo storico. Di origine etrusca, il capoluogo mantovano, che è patrimonio mondiale dell’Unesco, vanta bellezze artistiche invidiabili: il Duomo, o cattedrale di San Pietro, nel suo caratteristico stile romanico; la Basilica di Sant’Andrea, costruita in 328 anni di fatiche (i lavori iniziarono nel 1472) e che ospita il monumento funebre di Andrea Mantegna; la Basilica Palatina di Santa Barbara che con il caratteristico campanile in mattoni è parte integrante del Palazzo Ducale; la Rotonda di San Lorenzo, ovvero la chiesa più antica della città che risale addirittura all’XI secolo; la Chiesa di San Sebastiano, progettata da Leon Battista Alberti. Non solo chiese a Mantova: gli amanti della storia dell’arte potranno perdersi nelle splendide sale affrescate del Palazzo Ducale, o reggia dei Gonzaga, fra cui l’Appartamento degli Arazzi, l’Appartamento di Isabella d’Este, il Palazzo del Capitano, la Domus Nova e le Catacombe. Il visitatore di Mantova non può esimersi dall’ammirare anche il castello di San Giorgio, realizzato fra il 1395 e il 1406 su progetto di Bartolino da Novara e voluto da Francesco I Gonzaga. Al suo interno assolutamente da vedere è la celebre camera degli Sposi, le cui pareti sono affrescate da Andrea Mantegna che qui lavorò fra il 1465 e il 1471. Da non perdere anche i maestosi giardini del castello: il Cortile della Cavallerizza,il Giardino dei Semplici, il Giardino Pensile, il Giardino Segreto, il Cortile delle Otto facce, il cortile del Frambus, il Cortile d’onore, il Cortile di Santa Croce e quello dei cani.

Se Mantova è il cuore, la Provincia non è da meno in fatto di fascino: fra un giro in battello sul Mincio e una passeggiata a cavallo nelle splendide campagne, quest’area offre davvero tutto ai suoi visitatori. A nord le colline Moreniche offrono un panorama unico, che degrada dolcemente verso il Lago di Garda, fra una fitta rete di fiumi e canali che convergono: Po, Mincio, Chiese, Oglio, Secchia, Tiene e Tartaro sono i principali.  La provincia di Mantova conta una settantina di Comuni, distribuiti su 2.238 chilometri quadrati quasi totalmente pianeggianti. 

Agriturismi nel mantovano

Corte Bersaglio
Indirizzo: Viale Guerra Learco, 13
loc. Migliaretto – MANTOVA.
Telefono: 0376 320345
E-mail: cortebersaglio@gmail.com

Struttura tipica della zona, si trova un chilometro fuori dalla città, immersa nella quiete tipica della zona ma con il vantaggio di essere a un passo dalla città. Punto di forza di questo agriturismo è l’allevamento non intensivo di bovini da carne, di razza limosina, che offrono anche al palato più esigente un’esperienza enograstronomica di sicuro successo, il tutto in un’atmosfera cordiale e famigliare che lascerà gli ospiti piacevolmente soddisfatti. Il cliente potrà scegliere fra un giro a cavallo o una passeggiata nei prati, per poi ristorarsi con prodotti di primissima qualità a tavola, sapientemente cucinati dal cuoco.

Pieve San Nicolò
Indirizzo: via Della Palude, 17
46040 Ponti sul Mincio, Mantova.
Telefono: 0376.88145

La struttura vanta una posizione invidiabile: immersa nella quiete di un bosco sulle colline moreniche del parco del Mincio, dista solamente cinque chilometri dal lago di Garda. Fiore all’occhiello di questo agriturismo è la coltivazione di un vigneto di uva rossa e bianca, utilizzato per la produzione e la vendita di prodotti tipici della zona. Un’altra particolarità che rende questo agriturismo unico è la presenza di una pieve del 1150 consacrata a San Nicolò.

Agriturismo Cascina Roveri
Indirizzo Viale Alberto Pariani, 6
– 46040 – Olfino – Monzambano – Mantova.
Telefono 0376 800807

Di una bellezza mozzafiato, questa casa colonica ristrutturata è morbidamente adagiata nella campagna mantovana, a Monzambano. L’agriturismo, che dista 10 chilometri dal lago di Garda e trenta da Mantova,  ospita una produzione artigianale di birra prodotta con il cereale coltivato in azienda. Prodotti di prima qualità per un risultato che conquisterà anche il palato più esigente. Particolarità di questa struttura è la possibilità di usufruire delle biciclette gratuitamente per effettuare una escursione nel delizioso parco regionale del Mincio. Per i più piccini c’è la possibilità di visitare il parco di divertimenti Gardaland, che dista solo un quarto d’ora in auto.

Fotografia: wikipedia

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luglio 22, 2014 · 11:55 am

Agriturismo nel Cremonese

Golgotha Il Pordenone Duomo di CremonaLa provincia di Cremona è una provincia lombarda molto lunga e stretta ed il suo territorio pianeggiante è ricompreso tra i fiumi Adda a ovest, il Po a sud e l’Oglio a est.

Le città più importanti della provincia sono Cremona, il capoluogo, Crema a Nord e Casalmaggiore a Sud.

L’economia della provincia di Cremona è prevalentemente agricola con abbondanza di coltivazioni di frumento, mais, barbabietola da zucchero, soia, zucche e pomodori. Sono diffusi anche l’allevamento di suini e bovini.

Molto famoso è poi l’artigianato alimentare, rinomato per la produzione di dolci, come il torrone, oppure i tortelli di zucca o la mostarda cremonese.

Cremona è anche nota in tutto il mondo per la produzione di strumenti ad arco, come ad esempio i leggendari violini costruiti a cavallo tra seicento e settecento dal maestro liutaio Antonio Stradivari.

L’intero territorio è ricco di parchi e riserve naturalistiche, che la rendono particolarmente interessante per una bella vacanza in agriturismo. Tra i siti meritevoli di visita possiamo citare i seguenti monumenti e musei: il duomo di Cremona, il Torrazzo di Cremona, il duomo di Crema, la città murata di Pizzighettone, la rocca viscontea di Pandino e quella sforzesca di Soncino.

Duomo di Cremona: costruita nel XII secolo la cattedrale di Santa Maria Assunta è un tempio di stile romanico più volte riadattato nel corso dei secoli con inserimenti gotici, rinascimentali e barocchi. La facciata, rivestita con marmi bianchi di Carrara e rossi di Verone, è caratterizzata da un grande rosone centrale realizzato da Giacomo Porrata. L’interno è a pianta a croce latina a tre navate, e conserva numerose opere d’arte scultoree e pittoriche come l’arca dei martiri persiani e gli affreschi sulla controfacciata realizzati dal Pordenone e raffiguranti la crocefissione e il compianto.

Il Torrazzo: simbolo della città, è ubicato affianco al duomo di Cremona ed è il campanile storico più alto d’Italia, con i suoi centododici metri di altezza e cinquecentodue gradini da percorrere per raggiungere la cima. Al quarto piano è collocato uno degli orologi astronomici più grandi del mondo costruito da Francesco e Battista Divzioli.

Pizzighettone: situato lungo il fiume Adda, è rinomato per le sue fortificazioni di origine medioevale. La rocca è andata in gran parte perduta ma è ancora ben conservata la Torre del Guado dove fu tenuto prigioniero il Re di Francia Francesco I, caduto prigioniero delle truppe asburgiche dopo la sconfitta patita nella battaglia di Mirabello di Pavia nel 1525.

Rocca di Pandino: ubicata nell’omonimo paese della provincia di Cremona, la Rocca fu edificata nella seconda metà del 1330 per volontà del signore di Milano Bernabò Visconti e di sua moglie Beatrice Regina Della Scala. Il castello è a pianta quadrata con quattro torri angolari ed il cortile interno è caratterizzato da un grande porticato ad archi acuti e loggiato superiore. All’esterno sono visibili numerose finestre, monofore al piano terra e bifore al piano superiore. Originariamente l’intero complesso era completamente affrescato.

Castello di SoncinoCastello di Soncino: edificato nel corso del X secolo è uno dei castelli più caratteristici del cremonese, di significativa importanza strategica e militare per la difesa dell’aerea sino alla fine del cinquecento. Munito di due cordini di mura e quattro torri, possiede la suo interno un pozzo per l’approvvigionamento d’acqua in caso di assedio, e una fitta rete di sotterranei e segrete, compreso un passaggio segreto che dalla torre del castellano conduce all’esterno nelle campagne circostanti per garantire una sicura via di fuga in caso di necessità. Il castello oggi di proprietà comunale è aperto al pubblico e visitabile.

Gli agriturismi in provincia di Cremona meritevoli di citazione sono almeno una quarantina, scopri di seguito i migliori agriturismi vicino a Milano in provincia di Cremona

 

 

 

 

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giugno 21, 2014 · 3:27 pm